Precisazioni – metodo #linf14

Tecnicamente queste note sono rivolte agli “studenti ufficiali” della IUL quindi gli “obblighi” riguardano solo loro. Le scriviamo tuttavia in pubblico perché esprimono anche un’idea di insegnamento e questa può interessare una platea più vasta.

Franca, a seguire il filo di discussione iniziato qui, ha scritto la seguente email:

Oddio prof mi aspetto la sua furia ma sul bus mi parte solo questa mail la prego di inoltrare lei sul blog. Riflessioni di neofita dopo notte tormentata da incubi anzi presa di coscienza dell’incapacità. In procinto di affrontare una giornata pesante fatta di 28 occhi che ti guardano e ognuno a una sua storia un suo percorso ha bisogno della “sua” scuola. E mentre corri arraffi “metti la toppa” come si dice in Toscana , supplisci perché non ci sono fondi ,fai te perché non e’ nel mansionario di nessuno  ti chiedi ma la slow School dove è?
Caro prof. Per i compiti ho dubbi
1 come faccio a fare una comparazione se libreoffice non l’ho usato conosciuto masticato digerito. ? Ho bisogno di tempo io , e’ un problema mio (mi hanno detto che sono cinestetica e ho necessità di toccare vedere. ) quindi il mio piano di lavoro e’  : Provo ma anche leggo in rete le opinioni degli altri sennò non ne vengo fuori
2 – riflessioni sugli argomenti?  Sono articoli scritti con competenza con attenzione alla singola parola che ti portano a pensare e a mettere in discussione ciò che davi come scontato e i riferimenti agli approfondimenti sono da esplorare. Non mi sembra una passeggiata farlo.
Che noia, che tedio direte voi . L’ autobus e’ arrivato. Buona giornata
Ps scusate errori
Inviata dal mio Windows Phone

Grazie, questo è il tipo di partecipazione che ci piace. Gli errori, se ci sono, li lasciamo, perché la circostanza li rende belli. Rispondo punto per punto.

Oddio prof mi aspetto la sua furia ma sul bus mi parte solo questa mail la prego di inoltrare lei sul blog.

Apprezzato invece molto.

… ti chiedi ma la slow School dove è?

Già, mi pare di capire: quasi mi vergogno a leggere 568 testi degli studenti… cosa sarò in grado di dare loro? Partecipo allo sconforto…

… come faccio a fare una comparazione se libreoffice non l’ho usato conosciuto masticato digerito. ? Ho bisogno di tempo io , e’ un problema mio (mi hanno detto che sono cinestetica e ho necessità di toccare vedere. )

Anch’io.

quindi il mio piano di lavoro e’  : Provo ma anche leggo in rete le opinioni degli altri sennò non ne vengo fuori

Ottimo! Vale per tutti: quando via via vi dirò “scrivete ora questa relazione” non vuol dire che la dobbiate scrivere subito, anzi, scrivetela quando vi torna meglio. Se a qualcuno capiterà di scrivere la prima per ultima andrà bene lo stesso. Unico vincolo: almeno 15 giorni prima dell’appello d’esame che avrete scelto, per evitare che mi ritrovi a leggerle di furia quindi male.

riflessioni sugli argomenti?  Sono articoli scritti con competenza con attenzione alla singola parola che ti portano a pensare e a mettere in discussione ciò che davi come scontato e i riferimenti agli approfondimenti sono da esplorare. Non mi sembra una passeggiata farlo.

Sì, non è una passeggiata. Penso che non possa esistere apprendimento significativo senza fatica e senza momenti di disorientamento. Tuttavia penso anche che l’apprendimento significativo non possa emergere nemmeno da un corso strizzato in un paio di mesi, se non in minima misura. Non ci interessa quindi alcuna idea di completezza, che sarebbe una chimera. Ci interessa invece aprire porte che svelino nuovi orizzonti. Noi, momentaneamente nel ruolo di tutor e docenti, possiamo provare ad aprire le  porte, poi l’esplorazione vera ognuna se la farà per conto suo, successivamente.

Le relazioni quindi non dovranno mostrare padronanza di tutto ciò che è stato proposto. Dovranno piuttosto mostrare moti di curiosità, eventuali nuove idee, turbamenti, perplessità. Questo è il punto di partenza per imparare qualcosa, forse. Altro in un paio di mesi non si può pretendere.

In questa luce, non è nemmeno detto che riusciremo a fare tutto ciò che abbiamo citato nel programma ( ODT, DOCX, PDF). Non importa. Meglio turbare il sonno sulla metà degli argomenti che imparare a pappagallo un po’ di tutto.

11 thoughts on “Precisazioni – metodo #linf14

  1. Pascal says:

    Incuriosito dal CONTRATTO FORMATIVO specialmente nell’ultima parte:

    “All’occorrenza, verranno organizzate riunioni online (“sincroni”) mediante il sistema Adobe Connect messo a disposizione da Indire.

    Le riunioni non svolgeranno il ruolo delle “lezioni frontali” ma dovranno servire ad approfondire argomenti specifici e a creare momenti di discussione.

    A tal fine tutti i partecipanti sono invitati da subito a seguire i
    video-tutorial per l’impiego corretto del sistema Adobe Connect.
    I video sono disponibili in piattaforma e possono assere raggiunti anche attraverso il seguente link:
    http://www.iuline.it/ambiente/formazione/tutorial/modulo/modulo.php?t=v

    ho notato che i riferimenti al programma mancano di una quinta voce?:

    1-Come ridurre l’eco nelle riunioni online;
    2-Impostazioni audio in Adobe Connect;
    3-Istruzioni minime per condurre una riunione online con il sistema Adobe Connect;
    4-Dialogare in Adobe Connect;
    5-? Come e dove scaricare l’applicazione?

    Perchè il sito di Adobe mi consente di scaricare la versione free-trial.
    E sul sito di Indire non ho notato nessun riferimento esplicito all’ applicazione su citata.

    Tutto ciò a noi “studenti non ufficiali” è limitato?

    Saluto attendo e ringrazio

    1. Andreas says:

      Qui bisogna chiarire. Se io fossi un professore “normale”, me ne starei rintanato nella prassi di una manciata di “lezioni frontali” – un’ora di parole a mezzo busto senza feedback – gli studenti IUL che hanno pagato tasse scolastiche si studierebbero i “testi” assegnati per fare alfine l’esame fatto di domande e risposte sui testi e sulle “lezioni frontali”. Il mondo esterno non vedrebbe nulla di questo, non esisterebbe questo blog-laboratorio frequentato da migliaia di persone, non esisterebbe nulla di nulla. Guadagnerei (poco) lo stesso e lavorerei molto ma molto di meno.

      Questo luogo è una libera iniziativa del sottoscritto che cerca di forzare la mano al sistema verso una didattica più dinamica e più adeguata alle necessità di formazione professionale. È un esperimento. Uno dei tanti esperimenti del genere nel mondo. Uno dei pochi in Italia, dove siamo dediti al mantenimento delle posizioni consolidate, non alla sperimentazione vera, quella dove il rischio di fallimento è elevato.

      Il programma (contratto formativo) è un documento formale che devo redigere per il regolamento dell’ateneo ma riguarda solo gli studenti IUL. Il valore del percorso, ammesso che del valore per qualcuno ci sia, sta tutto in ciò che scrivo e nelle risposte che do, 365 giorni l’anno, a prescindere dai corsi che devo fare e che comunque faccio passare di qui, per perturbare il sistema.

      I sincroni li possono fare solo gli studenti IUL. Indire offre molte infrastrutture ma non offre un servizio di conferenze online gratuite. Questo è uno dei motivi per cui riduco al minimo questi eventi – tant’è che nel presente insegnamento fino ad ora non ne ho fatti nemmeno uno. In passato avevo usato sistemi aperti, tipo WiZiQ, ma quest’anno il gioco non vale la candela, per una serie di ragioni. Il valore vero sta nell’interazione fra le persone che può essere ottenuta meglio in altri modi. In ogni caso l’uso che è stato fatto fino ad ora dei sincroni ha scarso senso pedagogico. Qualche sincrono lo dovrò fare per regolamento interno ma non è lì che si gioca il valore del percorso.

      Tuttavia a Indire va riconosciuta la (non comune) elasticità di avere dato rilievo ad un’iniziativa del tutto personale e informale.

      Prendiamo gradualmente il buono che viene. Spero di essere stato chiaro.

  2. Solidea says:

    condivido l’ansia di non farcela… siamo dei secchioni dentro noi universitari in terza età…. il tempo è quello che manca, sempre. Ma sono sicura che questa forma di partecipazione “liquida” fornirà occasioni e spazio a tutti.

        1. Andreas says:

          In generale, è un difetto degli ambienti online quello di fare sentire le persone sole, magari nella giungla 🙂
          Il modo per rimediare dovrebbe essere proprio questo: partecipare con gli strumenti disponibili, sia da parte dei discenti che dei docenti.

  3. gabriellalivio61 says:

    Che sollievo sapere di avereun po’ di tempo per metabolizzare 😊 perché saremo anche super resilienti ma anche le nostre giornate sono fatte di solo 24 ore 😃😃 e il lavoro in classe non si può lasciare indietro . Perciò grazie Franca e grazie prof 😊

  4. ManuelaRaso says:

    Grazie Prof!
    La sua è la conferma di cui avevo bisogno per il mio lavoro di insegnante. Insegno laboratorio di Informatica in un triennio superiore e sono sempre stata convinta che la cosa importante non è insegnare tutto, ma dare ai miei alunni gli strumenti e le strategie per imparare da soli, perchè se c’è la curiosità e la voglia allora il mondo te lo puoi spalancare anche da solo, basta che tu abbia in mano la chiave giusta. Non importa se ci vuole del tempo ma sicuramente in un modo o nell’altro arrivi al risultato.
    Grazie di nuovo
    Manuela

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