Immagini – attività 3 – #edmu14

Continuiamo con il proposito di dar corso a più attività contemporaneamente per dar modo a ciascuno di scegliersi il percorso più confacente. In questa ottica ho fatto un po’ di pulizie nel blog – si erano accumulate un po’ troppe tracce; ero quasi giunto a cambiare drasticamente il tema del blog, in favore di uno più moderno, poi mi sono dato una calmata. Non esageriamo con le attività in parallelo! Tuttavia ne ho approfittato per organizzare i post pensati per il corso di editing in categorie che ho elencato nella barra destra. Elenco anche qui gli URL delle categorie:

Cliccando questi link si ottengono le rispettive raccolte di post, ordinati nel modo dei blog, i più vecchi in fondo. L’ultima categoria serve a radunare tutti i post che non ricadano direttamente in una delle attività previste, in maniera che possiate ritrovare tutto quanto è stato pubblicato di pertinente al vostro corso.

Colgo l’occasione per far notare il modo “pulito” con cui WordPress genera questi URL, che potrebbero addirittura essere ricordati a memoria. Per chi volesse ripassare come sono fatti link, un passo indietro….

Veniamo dunque alle immagini. Se cliccate su https://iamarf.org/category/edmu14/immagini/ trovate tre post.

Il primo (più vecchio) è un tutorial sugli screenshot. All’inizio del post si riporta l’esito di un sondaggio dove emerge che 1/3 delle persone non sa cosa sia uno screenshot. Più che sufficiente a riproporlo, perché può essere utile in molti casi, ad esempio quando si chiedono informazioni su un problema da risolvere al computer. Porre domande tecniche senza descrivere compiutamente il contesto è molto irritante per chi le riceve. Talvolta un’immagine aiuta, e ci vuole poco a farla. Il post all’inizio contiene anche un sondaggio sull’impiego dei web feed che facemmo quando lo pubblicai. Non ho motivi per toglierlo.

Quello centrale è centrale anche di fatto perché concerne direttamente l’elaborazione delle immagini.

Con il terzo (più recente) ho cercato un modo arioso per illustrare i concetti fondamentali della compressione delle informazioni.

Bene, studiate questa roba. Poi provate ad applicare qualcosa di quello che avete letto. Per esempio potrebbe essere uno screenshot sul quale, sfruttando i livelli, aggiungete delle informazioni grafiche, frecce, scritte ecc. O qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Poi, quando vi sembrerà di avere finito, scrivete il solito abstract da caricare in piattaforma, magari includendo le opere grafiche vostre. Se avete problemi fate le domande mediante commenti ai post, non per email a Lucia o a me: dobbiamo imparare a trarre vantaggio dalla comunità.

19 thoughts on “Immagini – attività 3 – #edmu14

  1. antonellacolombo2013 ha detto:

    A proposito di elaborazioni di immagini…
    Lascio una mia piccola traccia, leggera leggera, per dire che mi piace molto l’elaborazione dell’immagine in cui ti presenti: dal mio pc sembra quasi che la cartina fisica dell’Italia sia in 3D.
    Come in un testo scritto a volte si vogliono sottolineare o evidenziare le parole chiave, così in questa immagine, grazie all’elaborazione della stessa, sono stati messi in evidenza elementi chiave: cavalletto, pc, lavagna. L’immagine ha acquistato in profondità ed è fortemente comunicativa.

    1. Andreas ha detto:

      Sono contento che ti piaccia. Ragionando di editing multimediale è venuto naturale rimetterci le mani. Hai ragione, è incredibile quante cose si possono far dire a un’immagine lavorando sulla sua materia, composta di meri bit. Veramente affascinante.

  2. silviamorini ha detto:

    In questi giorni sto sperimentando Gimp, per me completamente nuovo.Lo trovo ricco di possibilità .Ho impiegato un po’ di tempo a capire come si lavora per livelli, ma alla fine qualcosa ho prodotto e messo nella cartella. Ho usato George Clooney come cavia.
    Silvia

  3. fedepintus ha detto:

    Avrei piacere di ricevere qualche informazione, più dettagliata di quelle già in mio possesso, sul formato immagine (di tipo raster) TIF: un amico fotografo mi consiglia sempre, ai fini della stampa, di salvare con questo formato eventuali immagini passate allo scanner e addirittura fotografie rielaborate al computer.

    Per quanto ne so, il formato TIF è un formato proprietario (credo Adobe) e questo si scontra con la scelta personale di usare software libero.

    Al momento fatico a trovare qualcosa di analogo in GIMP & c.

    1. Andreas ha detto:

      Il formato TIF (o TIFF) è effettivamente utile per trasferire immagini da un’applicazione all’altra, preservando le informazioni acquisite. Per esempio, a me piace essere libero (tanto per cambiare) di accedere a tutte le informazioni presenti nei raw data (dati grezzi) acquisiti dalla fotocamera. Di solito i software di elaborazione delle immagini (Gimp) non sono in grado di leggere i raw data delle (tante) varie macchine fotografiche. Ci sono invece dei software in grado di farlo (rawtherapee per esempio). Ecco, con Rawtherapee trasformo i raw data della camera in formato TIF e poi questo lo carico in Gimp. I risultati intermedi in Gimp li salvo nel suo formato di lavoro nativo, XCF, poi il prodotto finale lo esporto in formati adatti a comprimere le informazioni, come JPEG o PNG, a seconda del tipo di immagine.

      Sì, è l’Adobe che detiene il copyright delle specifiche di TIFF, però le pubblica. È questo che ne ha facilitato la diffusione, un po’ come il PDF, facendone così uno standard de facto. Nel caso dei formati, se si dà il caso che il proprietario li renda pubblici, il problema è mitigato. Poi, se si trovano alternative meglio, ma non sempre succede…

      1. fbartoli ha detto:

        Problema dei blog…uno se li dimentica per strada, ma poi tornano sempre a galla. Prezioso questo thread, l’ho ripescato, pensa un po’, mentre studiavo GIMP su ForumLab, che a sua volta mi aveva portato a questo interessante post su textures per mondi virtuali, trasparenze e e alpha channels https://enlades.wordpress.com/category/textures/. Coursera mi ha dato e mi continua a dare molto, se non altro come risorse di alto livello, messe in valigia per l’occorrenza, i corsi si susseguono a ritmo piuttosto frenetico ed è impossibile tenersi al passo…

        1. Andreas ha detto:

          Grazie Fabrizio. Sta’ bono, sono immerso nella programmazione R per il corso sulla Data Science in Coursera. Questi corsi son ottimi ma c’è da lavorare…

  4. maupao ha detto:

    Grazie, un riordino ogni tanto ci vuole. Prezioso il tuo appunto sull’importanza di chiedere spiegazioni e esporre problemi tramite i commenti ai post. Troppe volte il contatto diretto è la soluzione più veloce, ma la conoscenza rimane ristretta alla persona che ha incontrato il problema. Purtroppo molte delle persone con cui parlo sono molto reticenti a esprimere pubblicamente i propri dubbi, o le proprie richieste. Mettiamo in condivisione, facciamo girare le informazioni e ne beneficeremo tutti!

    Paolo

    1. Andreas ha detto:

      Grazie Paolo. Sì, la scarsa attitudine alla discussione aperta è un aspetto critico, eredità di una formazione gravemente distorta. Riandando con la memoria ai miei studi (1960-1978), ricordo sulle dita di una mano le esortazioni alla discussione e nemmeno una alla collaborazione. Anzi, il “lavoro di gruppo” passava come una furbata. Col senno di poi, questa lacuna si è rivelata un grandissimo danno per tutto l’arco della vita lavorativa, e forse non solo. Mentre ho ricavato discrete soddisfazioni dall’attività di ricercatore solitario, ho durato parecchia fatica a trarre vantaggi dal lavoro in cooperazione. Ci ho messo circa 30 anni a liberarmi di questa eredità devastante.
      P.S. Mi sono permesso di firmarti il commento eliminando il commento successivo con la sola firma.

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